Sunday, August 21, 2011

Tre giorni.

Siamo passati ai numeri ad una sola cifra. Non si scherza più, ma nonostante questo non ci credo ancora, sembra tutto così surreale e semplice. Saluto, prendo un aereo, ci vediamo tra un anno e chi s'è visto, s'è visto. Di sicuro non sarà così, ma non riesco ancora a capirlo o almeno ad immaginarmelo. Una cosa che però ho capito è che sarà un'impresa fare i bagagli visto che a tre giorni dalla partenza la mia valigia è sinonimo di ammasso indefinito di vestiti e scarpe. Non ho avuto tempo di pensarci seriamente o, meglio, non mi son presa tempo per farlo. Grosso sbaglio! Ho la terribile sensazione di avere pochissimo tempo e tantissime cose da fare, il problema è capire quali siano queste 'tantissime cose', valigia a parte.

Notiziona: ho ottenuto il visto americano, le mie impronte digitali sono ufficialmente nel database americano. Non che abbia intenzione di farmi saltare in aria, uccidere qualcuno, istigare la prostituzione o le altre mille cose che ti chiedono nei moduli di richiesta visto (infatti un terrorista lo va a dire proprio a loro!).
Se anche voi come me sentendo "colloquio col console" avete pensato a qualcosa di molto serio e formale, bè non è così. Innanzitutto dovete aspettare quella bella oretta fuori dal consolato in fila, poi dopo i dovuti controlli, vi fanno entrare e vi dirigono verso una saletta d'attesa con davanti tre sportelli. Ognuno ha il proprio numero, quando è il vostro turno vi recate da una ragazza che prende le vostre tonnnellate di documenti, scarta quelli che non servono (perchè per la paura di dimenticare qualche documento importante, a momenti ti porti a dietro anche il certificato del cane) e vi dice di aspettare di essere chiamati dal "console" per il "colloquio".
Ok. Non è un console. Non è un colloquio. Aspetti due ore per poi ritrovarti un americano figlio dei fiori, con i capelli più lunghi di John Lennon e Yoko Ono messi assieme nella loro fase hippie, che si spaccia per console (poverino sarà il suo lavoro, ma vabè), ti prende le impronte e ti fa tre, e dico tre, domande in croce. Dove vai? Quanto stai? Sei mai stata? Buon viaggio (in inglese). Due ore/trenta secondi. Beh tranquilli, è normale che a me capiti il console hippie. Comunque in questo caso parlo del consolato di Milano. Degli altri non saprei. Dopo il "colloquio" sono andata alla Mail Boxes Etc per farmi spedire il passaporto con visto a casa e, nonostante le mille ansie che mi ha messo un'impiegata antipaticissima dicendomi che sarebbe potuto arrivare anche mercoledì (e io parto mercoledì mattina), mi è arrivato puntualissimo la mattina dopo.

Tralasciando consoli hippie e impiegate antipatiche, ho ricevuto un invito dalla mia famiglia ospitante al mio Welcome BBQ: barbecue di benvenuto. Non è una cosa carinissima??! Non gli ho ancora preso i regali, perchè non ho la minima idea di cosa prendere! I consigli di mio papà sono stati: portagli un kilo di grana padano/un barattolo di mostarda. Non ha ancora capito che ho qualche problemino con la valigia! E non so nemmeno se posso portare cibo, con tutte le storie che fanno. Connor, il mio host-brother, mi ha persino chiesto di portargli una Vespa. Va beeeeeeene. Comunque il barbecue si terrà il 27 con altre famiglie del vicinato, so american. Vi farò sapere com'è andato.

Se ho tempo scriverò un post prima della partenza, sono giornate piene le ultime. Ho avuto a stento tempo per scrivere questo, ma voglio rendervi partecipi di come ci si sente ad un passo dal sogno, dall'avventura, dal salto!

-3
Daiana


2 comments:

  1. AHAHAH ho letto la parte del console più di cinque minuti fa, ma sto ancora morendo dal ridere LOL
    Comunque capisco come ti senti, anche se a me mancano ancora 12 giorni ._. Buon viaggio e buona fortuna :)

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  2. AHAHAHA ti giuro quando l'ho visto ci son rimasta male!

    Comunque tranquillo, 12 giorni passano in frettissimae fa strano pensare a tutto il tempo che abbiamo aspettato. Buona fortuna e buon viaggio anche a te!

    Keep in contact :D

    ReplyDelete

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